Anche i bancari hanno un’anima

Lasciato il Banco di Napoli a fine 2004, avendo disponibilità di tempo, ho deciso di “rispolverare” due mie antiche passioni: il”modellato” e il “presepe napoletano”, unificandole per la realizzazione dei “mie pastori”.
Naturalmente, la passione non era da sola sufficiente per il perseguimento dello scopo prefissatomi e, pertanto, mi sono rivolto ad un giovane Artista, Davide Gialone, che mi ha insegnato le “tecniche” di base del difficile mestiere del “pastoraio”. Con il Maestro mi sono introdotto in un mondo magico ricco di storia, riscoprendo antiche tradizioni di vita, arti e mestieri di Napoli.
Ma l’amore per il presepe nasce da lontano: al tempo della mia infanzia quando con papà nella nostra casa, dove era viva la tradizione di fede e fascino del Natale, ogni anno, nella ricorrenza della festa dell’Immacolata, si allestiva con tutta la famiglia il “presepe” di Marisella, Paoletta ( le mie sorelle) e Antonio. Il ricordo di questo semplice atto di amore è così vivido che ancora oggi, da uomo maturo e felicemente coniugato con due figlie., desta in me una profonda commozione.
All’emozione che guida la realizzazione di ogni mio pastore si unisce un attento studio delle opere dei grandi maestri del passato, in particolare dell’epoca d’oro: il Settecento, attingendo ad una vasta bibliografia che raccoglie pubblicazioni su collezioni di importanti Musei e di privati. Nella mia ricerca pongo anche attenzione agli accessori a corredo dei pastori e in particolare agli abiti che ricalcono le fogge e i modi di vestire del secolo XVIII e che, su mia indicazione, vengono realizzati da sarti specializzati.
Non so se nei mie pastori sono riuscito a trasmettere le emozioni che provo nel realizzarli; certamente posso affermare, come ha avuto la bontà di scrivere un caro amico, sono forgiati con mani di cuore.
Antonio Daldanise
